Le carte raccontano una storia. Ma sei tu che scrivi la fine – Theresa Reed

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tarocchi 2I tarocchi prima che carte sono degli esseri, tutti e settantotto compongono il mazzo, ricchissimi di raffigurazioni allegoriche, rappresentano uno dei più antichi sistemi di decodificazione del simbolo, capace di far scattare, proprio in virtù della sua energia primordiale, meccanismi arcaici, reazioni, emozioni  e poteri, ritenuti ormai perduti .

Il mazzo è diviso in 22 Arcani Maggiori e cinquantasei minori (detti lame ), i primi rappresentano i punti chiave, i simboli più carichi che parlano dell’interprete attraverso il linguaggio primordiale degli archetipi; tanto per fare qualche esempio: l’azzurro in qualsiasi cultura evoca lo spirito, il cielo; il buio mette sempre in allarme perché di notte i grandi predatori, nemici dell’uomo preistorico, uscivano allo scoperto; l’acqua viene sempre messa in relazione con la madre perché è dalle acque materne che noi nasciamo e la LUNA, in origine maschile, a causa della sua influenza sulle maree e su i cicli femminili, ha finito con l’assimilarvisi diventando l’astro nascente per eccellenza.

Ma quello che più mi preme sostenere è che il ricchissimo tessuto simbolico degli arcani maggiori, collegato a tutte le altre discipline esoteriche come laKabbalah, l’alchimia, l’astrologia, l’aurasoma comprova come il sapere misterico, la scienza occulta, sia in realtà unica come tutte le discipline che la compongono siano interdipendenti l’una dall’altra.tarocchi 1

Alla parte restante del mazzo (56 arcani minori, costituiti da 4 serie di 14 carte ciascuna: dieci numerali e 4 figurate) invece non spetta che specificare, dettagliandoli, i significati simbolici dei maggiori, indicando, per esempio l’effetto di un’azione, le circostanze, i tempi per la realizzazione di un evento a cui il gioco allude.

Quest’arte antichissima affascina anche C.G. Jung, ricercatore appassionato e libro jungspregiudicato, consentendo a questi simboli e allo Zodiaco di essere oggetto di studio in ambito psicoanalitico, come “archetipi dell’inconscio collettivo da riconoscere nella psicopatologia e psicosomaica tanto quanto nei sogni, nelle mitologie e nelle fiabe”. Sorge così, nella seconda metà del Novecento, una visione di entrambe le discipline come strumento terapeutico di impostazione psicosomatica e olistica. Facendo ancora qualche esempio, citiamo M. Montano con i tarocchi di Waite usati nei gruppi di psicoterapia e nel lavoro su i sogni e Jodorowski che li pone alla base del proprio lavoro terapeutico attraverso la poesia e il teatro.

Nei tarocchi c’è tutta la storia dell’uomo, la nascita e la morte; l’amore, il trionfo, la caduta, la tentazione, la ricompensa sempre presenti, intrecciati nella vita di ognuno.

Possiamo consideralo un percorso evolutivo, un viaggio che parte dal Mago (giovane inesperto, in cerca di fortuna, infatti è privo di numero) fino ad arrivare attraverso delle prove (il resto degli Arcani) al Mondo (nr.21), tornando poi a volte indietro se alcune prove destano ad essere superate, tracciando così una spirale evolutiva che ricorda la ruota della rinascita, una nuova incarnazione sulla terra per impararvi una nuova lezione, per andare incontro ad una nuova conoscenza e a un nuovo destino.

Scritto prendendo spunto dal testo “ Il linguaggio segreto dei tarocchi “ “Laura Tuana

Fausta De Filippo

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