L’Insonnia è di Chi Non Usa il Corpo – parte seconda

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di Marco Di Giovanni

La vita è un esercizio in una direzione o in un’altra.

Posso scegliere in ogni momento l’entusiasmo, il coinvolgimento, la vitalità. E allora il segreto ancor più profondo è che ci sono solo due modi per vivere:

1) pensare che l’entusiasmo e il coinvolgimento ci debbano arrivare da qualcosa o qualcuno che ancora non c’è e -se non arrivano- possiamo solo subire o aspettare. E pretendere con la testa di condizionarci ad una vita che non ci piace. E quando sei così, prova a cercare di dormire… (posso indicare di seguito, quando e in quali modi io mi riconosco in quest’attesa: che arrivi “da fuori” una scintilla alla mia vita)

2) Oppure prenderci questo tema come responsabilità, personale, privata, prioritaria. IO sono il responsabile primo del mio entusiasmo e posso riuscire ad alimentare me, il mio respiro, senza pensare minimamente al mio sonno, per definizione. Senza cambiare la mia vita esteriore, ma rivoluzionando l’atteggiamento (indico qui di seguito, se voglio, cosa posso fare, quale spunto, idea, anche solo una battuta, sul punto da cui si può cominciare)

Da qualche parte una volta avevo scritto: chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio? Sono io il pirla, nel bene e nel male…

Sapete, ci sono persone che leggono libri finalmente interessanti per loro e poi mi raccontano: “mi sono talmente emozionato e rassicurato che poi, tranquillo, mi sono addormentato come un bambino”.

E in quali occasioni funzionano le frasi che leggiamo nei libri, o sentiamo nei film che ci entusiasmano?

Quando ci trasmettono emozioni. E immagini + emozioni = storie (ne parlo meglio altrove, nel punto: “Una Storia che Valga la Pena”).

Ma quando e come si possono percepire emozioni? Quando si vivono. E per viverle, le dobbiamo andare a cercare, alimentare, favorire. E che sia giorno o che sia notte, non è importante.

Il vero “The Secret” è nelle emozioni. Cerca le emozioni e troverai l’assassino.

Un esempio culturale viene un caro amico che vive metà dell’anno in Italia. Per lui gli Italiani e gli europei in genere sono “tiepidi”, vivono meno ardori, prendono molto meno le cose di petto.

Una volta ero ospite a casa sua e dovetti abituarmi a dormire con i tappi alle orecchie: la sua ex fidanzata lo chiamava infatti tutte le notti per offenderlo perché non riusciva a dormire proprio perché lui l’aveva lasciata, allora era giusto che non dormisse neanche lui. Io mi aspettavo che il mio amico staccasse il telefono, ma niente: lui si svegliava, rispondeva, le parlava e potevano entrambi riaddormentarsi. E così per mesi. Mi spiegò che solo così questa storia sarebbe finita. Se lui non avesse risposto o si fosse negato in qualche modo lei avrebbe continuato sempre di più. Per lui stupirsi di tali manifestazioni di sentimenti è un sintomo sociale molto europeo.

Spero che in questi scritti vi siate resi conto che ci sentiamo tutti mediocri, circondati da gente meravigliosa, migliore di noi. Solo che molti non sanno di essere meravigliosi.

Eccolo il punto, siamo meravigliosi e mediocri allo stesso tempo, proprio per l’accettazione di noi stessi e delle nostre vulnerabilità. Più accetto la mia mediocrità e più sono meraviglioso…

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E se alcuni di noi hanno cambiato il segno del proprio destino, SOLO accettando ogni singola, preziosa fragilità, vergogna, incertezza e delicata timidezza, possiamo davvero farlo tutti.

E sapete che cosa succede alla fine, anche se non dormiamo perfettamente?

Che non ce ne frega assolutamente niente, anzi va bene così, perché se avessimo dormito, non avremmo colto le eccitazioni e soddisfazioni che ci porteremo dentro per tutta la vita. Ma per il resto delle notti dormiremo alla grande, ecco la verità.

Vi sarà chiaro in questo modo un principio fondamentale per la via del benessere: ciò che ci angoscia oggi, il più delle volte la ricorderemo in futuro come un’inezia, un colossale errore di valutazione.

Allora: Buonanotte.

 

per gentile concessione di Marco Di Giovanni – Psicologo, Psicoterapeuta ad Indirizzo Bioenergetico e Formatore.

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