La Psicologia Ambientale

Tempo per la lettura: 2 minuti

articolo di Miriam Tettamanti

Psicologo AmbientaleLo Psicologo Ambientale è un professionista che può collaborare con quelle figure professionali che si occupano della costruzione e della modifica degli ambienti (Architetti, Urbanisti etc.), utilizzando questionari, interviste e focus group per analizzare i bisogni dell’utenza e, quindi, tenerli bene a mente, in un’ottica di cura dello spazio e di miglioramento del benessere.

Nello specifico, Lo psicologo Ambientale può fornire ai responsabili della pianificazione e della realizzazione di cambiamenti ambientali, un profilo degli atteggiamenti e delle opinioni dell’utenza, in modo tale che l’Architetto o l’Urbanista possano utilizzare tali informazioni al fine di rendere l’ambiente fisico il più possibile salutare e “su misura” rispetto alla specifica utenza considerata.

Inoltre, lo Psicologo Ambientale, può verificare l’effetto di un cambiamento ambientale: in questo caso, indaga ad esempio sul cambiamento dei comportamenti messi in atto in uno specifico ambiente fisico, che è stato oggetto di modifiche, o sulla qualità percepita dall’utenza, una volta che le modifiche ambientali sono già state effettuate.

In particolare, i concetti della Psicologia Ambientale vengono in tal modo applicati per realizzare ambienti domestici, di lavoro, di studio, di cura etc.

Ma l’intervento dello Psicologo Ambientale non si limita a questo ambito.

  • Come l’ambiente, naturale o costruito, condiziona il comportamento umano?
  • Come si ricorda un ambiente?
  • Come ci si orienta in una città?

A queste ed altre domande cerca di rispondere la Psicologia Ambientale.

La psicologia Ambientale si occupa delle interazioni e delle relazioni tra le persone, l’ambiente fisico (naturale o costruito) e l’ambiente sociale. (Proshansky, 1987).

Questa disciplina è nata all’inizio degli anni ’70 negli Stati Uniti.

PRINCIPALI AMBITI DI RICERCA E APPLICAZIONE:

Valutazione dell’ambiente dal punto di vista affettivo e cognitivo (environmental assessment):

  • valutazione delle qualità affettive dell’ambiente, svolta ad esempio indagando le emozioni che un determinato ambiente suscita (Russel e Lanius);
  • valutazione cognitiva intesa ad esempio come interazione tra le informazioni che l’ambiente offre e le azioni che una persona vuole mettere in atto (Kaplan) oppure come valutazione dell’aiuto che l’ambiente può offrire al fine di raggiungere determinati obiettivi (Canter).

Formazione di mappe cognitive: 

  • uso delle conoscenze spaziali nella vita quotidiana (ad esempio, utilizzo delle mappe cognitive per riconoscere un luogo o per orientarsi nello spazio)

Stress ambientale: 

  • attenzione allo stress provocato, ad esempio, dal rumore o dall’inquinamento.

Comportamento spaziale:

  • considerazione dei comportamenti relativi a spazio personale, territorialità e privacy.

 

La dott.ssa Miriam Tettamanti è a disposizione per ogni chiarimento della specie

 

Bibliografia: Baroni M.R, Psicologia Ambientale, il Mulino, Bologna, 1998.

Fonte dell’Immagine: https://pixabay.com/

 

 

Potrebbero interessarti anche...