La rabbia

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“Ogni muscolo cronicamente teso è un muscolo arrabbiato, dato che la rabbia è la reazione naturale alla restrizione coatta e alla perdita della libertà” (Lowen 1994,16).

La rabbia quindi, per Lowen nasce come risultato della restrizione alla nostra spontaneità, restrizione che facciamo per sopravvivere alle minacce che percepiamo provenire dal mondo esterno. La repressione della rabbia sfocia nella repressione dell’amore: infatti reprimere i sentimenti è un processo mortificante che indebolisce la pulsazione interna del corpo, la sua vitalità e la sua eccitazione. Se si reprime un sentimento, si reprimono, in qualche misura, anche tutti gli altri.

Cos’è la rabbia in bioenergetica

Lowen considera la rabbia nella sua qualità di risposta organismica alle frustrazioni che riceviamo dall’ambiente. La sua posizione è una estensione della posizione reichiana che riteneva che lo sviluppo della nevrosi fosse direttamente collegato al blocco, nel bambino, della sua capacità di esprimere rabbia quando qualcosa minaccia l’integrità della personalità.

Infatti per Reich la frustrazione di un movimento teso al piacere porta al ritiro dell’impulso e ad una perdita di integrità nel corpo. Questa integrità può essere restaurata solo attraverso la mobilitazione del sentimento aggressivo: ecco perché Lowen considerava la rabbia l’emozione che guarisce.
Questa mobilitazione dell’energia aggressiva repressa è necessaria anche perché la rabbia repressa non scompare ma va a strutturare i blocchi muscolari. Questa posizione non significa certamente andare nel mondo senza filtri rispetto alle proprie pulsioni aggressive. Anzi per Lowen ripristinare la reazione organismica a questo livello permette proprio di evitare le esplosioni di rabbia narcisistica, collera e ira.

“La capacità di contenere la rabbia è il corrispettivo della capacità di esprimerla efficacemente – dice Lowen – Il controllo cosciente necessario al contenimento è equivalente alla coordinazione e fluidità dell’azione che esprime la rabbia. Perciò una persona non può sviluppare la capacità di controllo se non sviluppa la capacità d’espressione.”(Lowen, 1994, 105).

E-mozione e movimento

Il sentimento è la percezione di un movimento interno, senza il quale, non proviamo emozione. La rabbia è la percezione di un afflusso di energia all’interno del corpo che attiva i muscoli che potrebbero realizzare l’atto rabbioso. La percezione però è un fenomeno superficiale, che significa che un impulso porta al sentimento solo quando raggiunge la superficie del corpo.

Molti impulsi non si traducono in sentimenti perchè rimangono confinati all’interno. Spesso è quello che accade con la rabbia: l’impulso raggiunge il muscolo e lo rende pronto all’azione. L’io blocca l’azione attraverso una controtensione. Gli individui che per paura hanno represso la rabbia contro i genitori, per fare un esempio, mostrano una notevole tensione nei muscoli superiori della schiena. In molti casi la schiena è invcurvata e sollevata, come quella di un gatto pronto all’attacco.

Ma questo non significa che la persona sia in contatto con l’impulso rabbioso sottostante, magari può esprimere però questa tensione rabbiosa per uno stimolo di altra natura, o meglio per uno stimolo in cui l’espressione rabbiosa suscita meno conflitto. Facciamo un esempio molto banale: non litigo con mio padre ma con il postino che suona troppo forte e che ha l’età di mio padre. In questo caso il litigio con il postino – totalmente inutile ai fini della consapevolezza – permette di scaricare parte della tensione e lo fa attraverso una relaizone più neutra in cui emergono meno sensi di colpa se ci lasciamo andare.
Altra area in cui viene tipicamente trattenuta la rabbia è la mandibola: una controtensione che è stata necessaria per bloccare l’impulso di mordere o piangere. La tensione cronica della mandibola non può essere allentata con uno sforzo cosciente perchè spesso rappresenta un atteggiamento caratterologico di determinazione.

Perché gli esercizi espressivi della rabbia

Contenimento e controllo – che in bioenergetica è padronanza di sé – si sviluppano quando si impara a mantenere l’eccitazione fino ad un livello elevato prima di scaricarla. I bambini non hanno un Io sufficientemente forte, né una adeguata struttura muscolare, per avere questo tipo di contenimento. Anche lo strutturarsi di un blocco riduce l’ampiezza della nostra finestra di tolleranza come ben descritto dall’articolo di Tagliavini.

La salute psichica è connessa a questa adeguata capacità di contenimento. “Quasi tutti i pazienti hanno bisogno di molta pratica per coordinare i movimenti e arrivare a compiere un movimento in cui sia coinvolto tutto il corpo”(Lowen, 1994,105). Un movimento che coinvolge tutto il corpo è un movimento in cui le sensazioni fisiche, emotive e i pensieri sono connessi e si ha una piena consapevolezza e capacità di autoespressione e padronanza.
Gli esercizi proposti nelle sedute – o nelle classi d’esercizi – hanno lo scopo di aiutare le persone a percepire questa qualità organismica di rabbia per acquisire la capacità di esprimerla e controllarla. Un controllo che dipende dalla consapevolezza e non dalla repressione. Gli esercizi, per avere un pieno effetto terapeutico, devono essere accompagnati da parole che ne confermino il significato.” Le parole danno oggettività al sentimento e aiutano a mettere a fuoco l’azione. Dire sono tanto arrabbiato mentre si colpisce il lettino, integra la mente con l’azione corporea.

Anche qui il tono della voce riflette e determina la qualità dell’esperienza…l’uso della voce fa risuonare il canale centrale del corpo aumentando notevolmente la carica energetica dell’azione.

– fonte di http://www.bioenergeticaesocieta.it/226__La_rabbia

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